CASA SULLA COLLINA VICENZA

Rinnovamento nella natura

Sulle colline intorno a Vicenza una vecchia residenza di campagna viene rinnovata e trasformata in un’abitazione contemporanea.
La residenza si trova in una radura su un promontorio all’interno di un fitto bosco. La città è vicina ma la natura offre una cinta di protezione che separa e salvaguarda. Nel cuore di questo sistema, una vecchia residenza rustica è stata ampliata e manipolata per adattarla alle esigenze dell’abitare contemporaneo.

Cliente
Private
Anno
2015
Status
Completato
Dimensione
700 mq
Team
DIRECTOR OF THE PROJECT Flavio Albanese

Flavio Albanese
founder & partner

Flavio Albanese (1951), è fondatore e presidente di ASA studio albanese. Autodidatta e con una formazione fuori dai consueti percorsi accademici, ha iniziato a interessarsi alle forme e alla progettazione da giovanissimo, maturando una lunga e poliforme esperienza in tutti i settori dell’architettura e del design. Ha tenuto corsi all’École Polytechinique Fédérale di Losanna e all’Art Institute di Chicago (1980), all’University of Yale (1983), all’University of Architecture di Delft (2005), all’University of Florida (2006), alla Fundacion Proa de Buenos Aires (2008) e più volte presso le più importanti università italiane. Ha tenuto inoltre due workshop all’international summer school dell’Istituto Universitario d’ Architettura di Venezia nel 2009 e nel 2010. È stato membro di giunta di Confindustria Vicenza dal 1998 al 2001, del Comitato scientifico di Domus Academy (2004-2005) e del Comitato d’Onore di MIart (2009 e 2010), direttore dell’Officina del Porto di Palermo (2006-2008), vicepresidente del Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio di Vicenza (2011-2015) e presidente della Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza (2010-2016). Dal 2007 al 2010 è stato chiamato a dirigere Domus, la prestigiosa rivista internazionale di architettura, design e arte contemporanea. Nel 1971 inaugura a Vicenza il suo primo studio di progettazione. Nel 1987 il fratello Franco si associa all’attività, fondando così ASA studio albanese. I progetti dello studio sono stati pubblicati dalle più importanti riviste internazionali di architettura e design: il progetto Neores è stato segnalato nell’edizione 2003 dell’European Union Prize for Contemporary Architecture della Mies van der Rohe Foundation, mentre ASA studio albanese ha partecipato alla Biennale di Architettura di Venezia nelle edizioni 2004 e 2006. Flavio è un lettore e biblioflio (la sua biblioteca, a disposizione dello studio, conta di oltre 15.000 volumi) e un conoscitore e collezionista d’arte contemporanea.

Franco Albanese

Franco Albanese
partner, CEO & executive director

Franco Albanese (Vicenza, 1958) lavora nel mondo dell’architettura e del design dal 1976. Laureato nel 1986 all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, l’anno seguente ha fondato a Vicenza ASA studio albanese, insieme al fratello Flavio. Da allora Franco è amministratore delegato e direttore tecnico dello studio, e in questo ruolo ha partecipato alla genesi, allo sviluppo e all’esecuzione dei progetti più importanti. Come progettista e direttore dei lavori ha seguito la sede di Medicina Veterinaria dell’Università di Padova (1997); “Neores”, l’insediamento produttivo e direzionale di Sinv Spa a Schio, Vicenza, (selezionato nel 2003 per l’European Union Prize for Contemporary Architecture della Mies van der Rohe Foundation); il progetto per il Municipio del Comune di Grumolo delle Abbadesse, Vicenza (1999); “Morimondo 17”, la riconversione industriale della sede Sinv spa a Milano (2000); l’headquarter di Margraf a Chiampo, in provincia di Vicenza (2006); la riqualificazione della “Cava di Mursia” a Pantelleria (2010). Ha curato inoltre la progettazione del passante di Mestre (2004), del “Rocco Forte Verdura Resort” a Sciacca, in Sicilia (2005), dell’ampliamento dell’aeroporto di Pantelleria (2006) e della nuova Rinascente di Palermo (2007). Negli ultimi anni ha focalizzato l’attenzione sugli interventi di riconversione degli spazi industriali urbani, diventato un tema chiave nella filosofia di ASA studio albanese.

PROJECT ADMINISTRATOR Simone Matteazzi

Simone Matteazzi
project manager

Dal 2008, anno nel suo arrivo in ASA studio albanese, Simone segue i progetti in tutta la loro genesi, dagli studi di fattibilità alla fase esecutiva. È specializzato nei rapporti con gli enti pubblici e con le amministrazioni, con particolare attenzione agli aspetti urbanistici e territoriali. Dal 2011 è incaricato di seguire il complesso progetto berlinese di Lindower 22, di cui ha curato sia la fase di retrofitting che le nuove costruzioni. Prima di raggiungere ASA studio albanese, ha lavorato per Archistudio a Vicenza (dal 2001 al 2008) e come socio dell’Istituto Nazionale di Urbanistica (2003-2008). È stato inoltre docente di Cad nell’Istituto Superiore di Architettura di Interni Pier Giacomo Castiglioni, per il quale ha svolto attività didattica dal 2002 al 2012. Attualmente ricopre il ruolo di Vicepresidente dell’Ordine degli Architetti Paesaggisti Pianificatori della Provincia di Vicenza e in questa veste è stato componente di Commissioni di gara di concorsi di architettura a livello nazionale. La sua parola preferità è frontiera, e preferisce il mare alla montagna.

TEAM Andrea Garzotto

Andrea Garzotto
architect

Andrea è un architetto specializzato nella definizione delle immagini render dei progetti e dei modelli 3D, approdato in ASA studio albanese nel 2007. La rappresentazione virtuale attraverso render e modello tridimensionale è oggi un aspetto chiave del progetto architettonico a tutti i livelli, e per questo Andrea è coinvolto in tutti i maggiori progetti dello studio. Oltre alla definizione delle immagini si occupa anche di interior design e di progettazione architettonica. Dopo un anno e mezzo trascorso a Porto, dove ha scoperto l’immagine in bianco e nero, nel 2006 si è laureato in architettura allo IUAV di Venezia. Nel Dicembre del 2012 ha inaugurato “Incipit”, uno spazio collettivo e laboratorio per le arti visive. Andrea è fotografo freelance, si considera un precursore dei selfie e un biker mancato. Il viaggiare è parte integrante della sua vita e della sua fotografia. Adora il Berghain di Berlino e i vini con le bollicine.

Lorenzo Gentili

Lorenzo Gentili
architect

Lorenzo è in ASA studio albanese dal 2015, in occasione della consegna in tempi stretti di un importante masterplan progettuale (la tratta vicentina della linea per l’Alta Velocità), dimostrando fin da subito di sapersela cavare sotto pressione. Ha studiato in Svizzera all'AAM dal 2006 al 2012 e, dopo aver passato un anno in stage in uno studio di Melbourne, ha ottenuto il master in architettura con una tesi progettuale che aveva per relatori gli architetti Manuel e Francisco Aires Mateus. Dal suo arrivo in studio, Lorenzo si è misurato con progetti a diversa scala e in ogni fase progettuale, dal disegno preliminare a quello esecutivo. Affascinato dalla cultura urbana (e dalle sue subcultures), ama i graffiti e il modo con cui essi si rapportano con l'architettura e lo spazio circostante. Ha spiccate capacità di teambuilding, è un grande appassionato di sport di tutti i tipi e di viaggi. Ama collezionare riviste, e non crede nell’utilità dei proverbi.

Crediti fotografici
Germano Borrelli

Ma le trasformazioni e gli ampliamenti sono stati  scelti e sviluppati con la cautela e l’attenzione necessarie a non stravolgerne il peso, cercando di mantenere un rapporto armonioso tra la figura (la casa) e lo sfondo (il paesaggio). Il risultato è una casa composta dai tre volumi esistenti e restaurati più una quarta parte in ampliamento. La difformità e la giustapposizione di questi volumi eredita la logica del pragmatismo spontaneo delle costruzioni rurali, che si accrescono nel tempo in modo disordinato, rispondendo a necessità pratica prima ancora che estetiche. Il progetto non ha voluto rinnegare questa logica, e anziché mettere ordine nella spontaneità l’ha ampiamente supportata. Così i volumi esistenti sono stati modificati solo nelle aperture, con vetrate più ampie e luminose al posto delle esigue finestre.  L’ampiamento invece dichiara subito la sua differenza grazie alla sagoma del portico in aggetto e ai numerosi oblò che punteggiano e illuminano il fianco del volume. La piscina, collocata al margine del bosco, si proietta verso il passaggio riflettendo un’immagine raddoppiata e magica della natura.