PALAZZO BERTOLINI

The new original

Nel cuore di Vicenza un edificio seicentesco viene restituito al proprio ordine architettonico originario con un progetto di recupero insieme restaurativo e innovativo. Il nuovo intervento cancella la precedente suddivisione in due appartamenti e ripristina una gerarchia chiara e una lettura unitaria: la rappresentanza ai piani inferiori, la dimensione intima e raccolta all'ultimo piano. Il refurbishment coinvolge tutto il palazzo, ma quello dedicato alla vita dei committenti si sviluppa su due livelli separati: il piano terra, con il salotto da conversazione e da drink, e il piano attico, frammezzati dal piano nobile, restaurato ma al momento disabitato.

Cliente
Privato
Anno
2019
Status
Completed
Dimensione
500 mq
Team
progetto Franco Albanese

Franco Albanese
partner, CEO & executive director

Franco Albanese (Vicenza, 1958) lavora nel mondo dell’architettura e del design dal 1976. Laureato nel 1986 all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, l’anno seguente ha fondato a Vicenza ASA studio albanese, insieme al fratello Flavio. Da allora Franco è amministratore delegato e direttore tecnico dello studio, e in questo ruolo ha partecipato alla genesi, allo sviluppo e all’esecuzione dei progetti più importanti. Come progettista e direttore dei lavori ha seguito la sede di Medicina Veterinaria dell’Università di Padova (1997); “Neores”, l’insediamento produttivo e direzionale di Sinv Spa a Schio, Vicenza, (selezionato nel 2003 per l’European Union Prize for Contemporary Architecture della Mies van der Rohe Foundation); il progetto per il Municipio del Comune di Grumolo delle Abbadesse, Vicenza (1999); “Morimondo 17”, la riconversione industriale della sede Sinv spa a Milano (2000); l’headquarter di Margraf a Chiampo (Vicenza, 2006). Ha curato inoltre la progettazione del “Rocco Forte Verdura Resort” a Sciacca, in Sicilia (2005), dell’ampliamento dell’aeroporto di Pantelleria (2006), della nuova Rinascente di Palermo (2007), il progetto di riconversione Lindower 22 a Berlino (2011), la HTM Hybrid Tower di Mestre (2012), l’ampliamento della sede Fope a Vicenza (2016). Negli ultimi anni ha focalizzato l’attenzione sugli interventi di riconversione degli spazi industriali urbani, diventato un tema chiave nella filosofia di ASA studio albanese.

Flavio Albanese

Flavio Albanese
founder & partner

Flavio Albanese (1951), è fondatore e presidente di ASA studio albanese. Si forma come autodidatta combinando la sua passione per l’arte contemporanea con l’esperienza pratica di artigiano-architetto. Venuto a contatto con Carlo Scarpa, apprende da lui un approccio alla progettazione che rifiuta gli apriori, e che si declina di volta in volta in base alle occasioni, ai temi e ai contesti che incontra. Ha tenuto corsi all’École Polytechinique Fédérale di Losanna e all’Art Institute di Chicago (1980), all’University of Yale (1983), all’University of Architecture di Delft (2005), all’University of Florida (2006), alla Fundacion Proa de Buenos Aires (2008) e più volte presso le più importanti università italiane. Ha tenuto inoltre due workshop all’international summer school dell’Istituto Universitario d’ Architettura di Venezia nel 2009 e nel 2010. È stato membro di giunta di Confindustria Vicenza dal 1998 al 2001, del Comitato scientifico di Domus Academy (2004-2005) e del Comitato d’Onore di MIart (2009 e 2010), direttore dell’Officina del Porto di Palermo (2006-2008), vicepresidente del Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio di Vicenza (2011-2015) e presidente della Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza (2010-2016). Dal 2007 al 2010 è stato chiamato a dirigere Domus, la prestigiosa rivista internazionale di architettura, design e arte contemporanea. Attivo già dal 1971, nel 1987 fonda con il fratello Franco ASA studio albanese. I progetti dello studio sono stati pubblicati dalle più importanti riviste internazionali di architettura e design: il progetto Neores è stato segnalato nell’edizione 2003 dell’European Union Prize for Contemporary Architecture della Mies van der Rohe Foundation, mentre ASA studio albanese ha partecipato alla Biennale di Architettura di Venezia nelle edizioni 2004 e 2006. Flavio è un lettore e biblioflio (la sua biblioteca, a disposizione dello studio, conta di oltre 15.000 volumi) e un conoscitore e collezionista d’arte contemporanea.

project manager Riccardo Nicoletti

Riccardo Nicoletti
architect

Riccardo si è laureato in architettura alla IUAV di Venezia nel 2002 e collabora con ASA studio albanese dal 2008. Si occupa dello sviluppo dei progetti concernenti edifici produttivi e direzionali, in particolare nella loro fase definitiva/esecutiva. È in qualche modo il “garante” della continuità tra le idee progettuali sviluppate nel concept e la loro realizzazione finale. Dal 2002 al 2008 ha lavorato presso l'impresa di costruzioni Morbiato, con compiti di progettazione architettonica, esecutiva e assistenza alla direzione lavori a stretto contatto con le dinamiche di cantiere. Riccardo è un uomo pratico, appassionato delle tecniche costruttive che sperimenta spesso e direttamente negli approcci più innovativi. Pallavolista amatoriale ma fiero, se non fosse diventato architetto avrebbe fatto il vigile del fuoco.

team Charlotte Pigozzi

Charlotte Pigozzi
architect

Charlotte è architetta, è di Reggio Emilia ed è per metà francese. Ha frequentato il Politecnico di Milano dove si è laureata nel 2017 a seguito di un tirocinio presso l'atelier di Paulo Moreira a Porto. Ha raggiunto Asa Studio Albanese a Vicenza all'inizio del 2018, quasi in punta di piedi, per collaborare alla consegna delle ville del Verdura resort di Sciacca. Da allora ce la teniamo stretta. Cha, come viene chiamata da tutti, è poliglotta e multitasking ed è coinvolta in alcuni dei progetti più importanti affrontanti dallo studio ne. Ama viaggiare, fare yoga e se non facesse l'architetto le sarebbe piaciuto fare il “naso” profumiere. Condivide insieme alla nonna una ricetta speciale e segreta per i cappelletti, che non rivelerà mai. Il suo motto preferito è: chi conosce tutte le risposte, non si è fatto tutte le domande.

Eleonora Bottin

Eleonora Bottin
architect, interior designer

Eleonora ha studiato architettura allo Iuav di Venezia, intervallando con un anno alla Facudade Tecnica de Lisboa la traiettoria che l’ha portata alla laurea e poi all’abilitazione alla professione nel 2006. L’anno successivo entra in Asa Studio Albanese dividendosi tra la sede milanese e quella vicentina: per lo studio si misura con progetti di scala molto diversa, dal masterplan ai più minuziosi dettagli di interior, senza dimenticare l’arte del photoshop. Lascia Asa nel 2013 per raggiungere Asprostudio, con il quale collabora fino al 2019. Da allora si dedica alla libera professione, concentrandosi su progetti di riuso e ristrutturazione per clienti privati, perfezionando la sua antica passione per l'interior design di tutti i tipi di spazio: residenziali, commerciali e direzionali. Ma si sa che certi amori fanno giri immensi e poi ritornano, ed è così che Eleonora è rientrata di nuovo in Asa, portando in dote un bagaglio di hard e soft skills arricchito delle sue personali esperienze. Se non fosse diventata architetta, le sarebbe piaciuto guidare la ruspa. In un’isola deserta Eleonora porterebbe con sé le vecchie lenzuola di famiglia in lino. L’isola poi, potrebbe trovarsi ovunque, visto che uno dei suoi desideri è quello di abitare di fronte al mare.

Filippo Zampese

Filippo Zampese
architect visualizer

Filippo è nato nel 1984, è diventato architetto con una laurea in Achitettura della Costruzione allo IUAV nel 2010 e si è specializzato in computational design al Master di Architettura Digitale di Venezia nel 2010. In ASA studio albanese dal 2015, si occupa di progettazione e modellazione 3D, di prototiping, di rendering e di post produzione di immagini e video. Prima di arrivare a Vicenza, ha lavorato a Maastricht presso SatijnPlus Architecten, a Milano per Cino Zucchi Architetti e a Roma per Fuksas Architecture. Oltre a progettare, Filippo fa il musicista e compositore negli A New Silent Coporation, con i quali ha all'attivo due album di musica post-rock strumentale (Everything Is Exactly As It Seems, 2009; Odyssea, 2016). Suona la chitarra elettrica (per la quale possiede una collezione di pedali che non sa usare) e il piano. Ama i cani, detesta le persone che parlano in treno, e questo forse spiega perché avrebbe voluto diventare astronauta.

Crediti fotografici
Helenio Barbetta

Mentre il salotto del piano terra è un’accogliente tripudio di colori e di stoffe cariche di dettagli e di luccicanze, l’ultimo piano è stato concepito come una scatola neutra: una tinta pelle d’uovo uniforma pareti, passaggi e scale; il pavimento in legno è stato piallato a mano e poi dipinto dello stesso colore. Un ascensore interamente rivestito di specchi – inserito dopo una lunga battaglia con la Soprintendenza – collega i livelli senza farsi notare. Nell’ingresso dell’appartamento, un sistema di pannelli nasconde armadi, accessi alla zona notte e un bagno di servizio: tutto ciò che è funzione viene celato. Sul lato opposto, un portale scuro in metallo si apre sulla scala storica, segnando il confine tra nuovo intervento e stratificazione dei secoli. La cucina gioca con una parete dipinta a foglie d’acero, ironico rimando agli affreschi nobili, mentre il fulcro cromatico della sala da pranzo è un grande tavolo rosso, scelto per la sua presenza scenica: più che una sala da pranzo, è lo snodo principale della casa.